Sei persone raccontano la loro peggiore esperienza con le droghe

Sei persone raccontano la loro peggiore esperienza con le droghe




Le droghe possono essere divertenti. Sostenere il contrario vorrebbe dire mentire. Ma per mettere subito le cose in chiaro: le droghe possono anche fare male. Possono rendervi dei relitti nervosi e degli zombi. Possono costarvi relazioni, farvi imbarazzare fino al midollo e, alle volte, farvi ritrovare nella merda fino al collo. Abbiamo parlato con sei persone delle loro esperienze peggiori con la droga. Non ripetetele a casa.

Sono cresciuta nel sud della Germania, nel classico paesino dove non c’è nulla da fare. Per combinare qualcosa dovevamo prendere la macchina e farci un’ora fino alla città più vicina. E questo era il piano per un weekend di un’estate di quattro anni fa. Uno dei nostri amici salì in macchina e disse: “Ragazzi, ho delle pasticche nuove.” Neanche lo spacciatore aveva ben chiaro di cosa si trattasse; aveva solo detto che avrebbero avuto l’effetto dell’ecstasy, ed erano economiche.
Ci siamo incontrati con altri amici che avevano delle normali pillole. Ce le siamo prese e poi siamo andati a ballare. Ogni tanto ci aggiungevamo dello speed e tornavamo a ballare, e ovviamente l’alcol non mancava. Verso le 5 di mattina ho deciso che era arrivato il momento di provare le nuove pillole. Le abbiamo prese, ma non è successo nulla. Ci siamo innervositi per la mancata fattanza e ci siamo messi in moto per tornare a casa.




Arrivata a casa mi sono diretta al bagno. La casa in cui vivevo era un tugurio e il pavimento del bagno era coperto di sporcizia. Me ne stavo seduta sul water e fissavo le mattonelle gialle, e ho pensato: cazzo, da dove vengono tutte queste formiche? All’improvviso, tutto era diventato incredibilmente strano. Mi sono messa nel letto alquanto confusa e ho tentato di addormentarmi—ma non c’era niente da fare. Mi sono alzata di nuovo, ho cominciato a fare avanti e indietro per la casa, ho chiamato gli amici che erano con me poco prima e gli ho attaccato dei pipponi infiniti. Ma improvvisamente il mio stato d’animo è precipitato: ho iniziato a piangere in preda agli attacchi d’ansia.
Dal momento in cui non riuscivo a fare niente per migliorare la situazione, ho deciso di accettare passivamente il momento di merda. Prima o poi sarebbe finita, no? Mi sono messa un documentario sul pc e mi sono infilata a letto. Niente da fare. A un certo punto su YouTube è pure partito un documentario sul porno. Ho iniziato a vedere vecchie nude ovunque. Anche se chiudevo gli occhi, vedevo calze e gambe dappertutto. Stavo male, e non lo sono stata solo per un paio di giorni ma per settimane intere. Ero costantemente depressa e non riuscivo ad alzarmi dal letto; ero esausta.
Così ho chiamato lo spacciatore per capire cosa avevamo preso. Si è scoperto poi che ci eravamo calati del 2C-P—sostanza paragonabile all’LSD, almeno per quanto concerne la durata dell’effetto e intensità. Nonostante il trip è stato un disastro non sono riuscita a non riprovarci un’altra volta, anche se in una situazione molto più intima, con degli amici. Ora come ora comunque sto molto più attenta a quello che prendo e mi informo sulle conseguenze.

Quando avevo 19 anni, stavo con un ragazzo che si drogava un sacco—praticamente lo conoscevo soltanto in versione fatto. Aveva 27 anni e lavorava con i bambini, mentre io avevo appena iniziato l’università. L’unico momento in cu