Costretta a cambiare continente per curare suo figlio con l’olio di canapa – Movimento5Grammi

Costretta a cambiare continente per curare suo figlio con l’olio di canapa – Movimento5Grammi

Questa storia vede come protagonista Yvonne Cahalane, una donna Irlandese che nel 2015 si è dovuta trasferire in Colorado per via della patologia da cui è affetto suo figlio Tristan.

La sindrome di Dravet, è una malattia rara che ha un incidenza di un bambino ogni 20.000/30.000, ed è la sindrome epilettica di cui è affetto il piccolo Tristan, bambino di due anni, a cui è stato ritenuto necessario l’inizio di un trattamento a base di olio di canapa.

Il piccolo Tristan, ha iniziato a manifestare i primi attacchi di epilessia alla tenera età di 5 mesi, ed in poco tempo ha iniziato ad avere fino a venti convulsioni al giorno. La sua condizione già non poco precaria, con l’aggiunta del mix di farmaci che gli sono stati prescritti dai medici, gli hanno comportato gravi problemi neurologici, cognitivi e problematiche che riguardano il parlare, l’appetito, il comportamento ed il movimento.

A Dicembre 2015, Yvonne parte per il Colorado portando con se Tristan, nella speranza che i sintomi del suo piccolo si fossero alleviati.

tristan

L’inizio di questa terapia ha avuto esiti sensazionali; in tre mesi il piccolo Tristan non ha avuto neanche un attacco epilettico. E’ riuscito ad eliminare l’assunzione di tre farmaci ed è sulla buona strada per eliminarne un quarto. In Irlanda invece, ogni tentativo effettuato atto ad eliminare dei farmaci, ha avuto esito negativo e con complicazioni che lo hanno portato a dover essere ricoverato in ospedale. Ora invece il bambino non ha più bisogno dei medicinali di soccorso e neanche di ossigeno. Tutto questo ha portato Yvonne a decidere di rimanere in Colorado per continuare questo trattamento.

La madre racconta:

“Tristan era improvvisamente in grado di stabilire un contatto visivo ed è diventato più attento. Ha iniziato a balbettare, ripetere i suoni e dire parole nuove. Tutto ciò era scomparso dalla sua ondata di crisi epilettiche violente nel maggio scorso, quando ha smesso di parlare del tutto “.

“Durante la seconda settimana ha cominciato a tenersi più a lungo in piedi, non cadeva dopo pochi passi come prima. Ad un certo punto si alzò da seduto senza alcun aiuto e cominciò a tirare calci ad una palla”.

Tristan frequenta il Children’s Colorado Hospital, considerato uno dei migliori ospedali pediatrici degli Stati Uniti. “Qui i medici hanno un’alta considerazione della cannabis come medicina”, afferma Yvonne.

Nel frattempo, la validità del loro visto scadrà presto, e la mancanza di suo marito e dell’altro suo figlio Oscar aumenta; ma in Irlanda l’olio di canapa è illegale. Lei sembra essere fiduciosa e spera nella legalizzazione della cannabis a fini terapeutici al più presto.

“E’ illogico che una sostanza del genere sia illegale in Irlanda”.

La domanda sorge spontanea: è giusto che una persona debba trasferirsi in un altro continente per far curare adeguatamente proprio figlio?

A voi la risposta.

FONTE:  www.irishexaminer.com

   – Emanuele Marcari

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