Coltivazione Cannabis Outdoor

Coltivazione Cannabis Outdoor




 

Guida alla coltivazione di Cannabis/Marijuana outdoor

 

Cari amici , trovandoci oramai in primavera inoltrata è giunto il momento di piantare qualche seme della nostra amata pianta. L’Italia è un paese con un clima temperato che permette una rigogliosa crescita della cannabis in tutte le regioni della penisola. In realtà lungo il territorio italiano troviamo, spostandoci da nord a sud e da est ad ovest, tutta una serie di micro-climi individuali che ad ogni modo si prestano molto bene alla coltivazione della nostra pianta preferita. In questa piccola guida cercherò di illustrare i tratti salienti del growing outdoor e di darvi qualche piccolo consiglio per aumentare le vostre possibilità di successo.

Scelta della location
Operazione fondamentale per avere dei buoni risultati è la scelta del luogo idoneo dove collocare le nostre sementi. Se si ha la fortuna di possedere un giardino o una terrazza bisognerà solo valutare quale sia l’esposizione solare, tenendo bene in mente che per ottenere risultati soddisfacenti si richiedono almeno 6-8 ore di esposizione diretta alla luce del sole; chiaramente aumentando le ore di illuminazione diretta le piante avranno enormi benefici. Sarebbe perfetto disporre di un luogo esposto a sud o sud-est anche se va ricordato che più ci si avvicina al sud, più aumenta la temperatura e di conseguenza il fabbisogno idrico. Bisognerà poi cercare un posto che non sia troppo distante da una fonte d’acqua: è molto faticoso portare acqua alle piante con quaranta gradi dentro alla vegetazione. Per chi non avesse modo di coltivare in ambiente protetto, la scelta della location è momento fondamentale per porre il primo mattoncino verso il successo.

Sono molte le soluzioni che il nostro territorio presta alle esigenze del coltivatore da guerrilla: montagne, boschi, pendii, zone di macchia, all’interno delle quali possiamo trovare il punto ideale per posizionare le nostre bambine. Importante è tenere a mente alcune piccole regole per mettere in sicurezza le nostre piante. Innanzitutto bisogna osservare accuratamente la vegetazione circostante e l’esposizione solare tenendo ben presente che sia la vegetazione che l’inclinazione dei raggi solari cambiano molto dalla primavera all’autunno, momento della raccolta. In secondo luogo bisogna cercare un ambiente abbastanza insidioso, preferibilmente circondato da rovi e ricordando la regola del “più male ti fai più sicuro è”, solo cosi si potrà sperare che le nostre piante non vengano distrutte, rubate o ritrovate da malintenzionati. Gli animali possono essere un grosso problema, l’odore sprigionato dalla cannabis è molto diverso dagli odori ai quali gli animali sono abituati, di conseguenza le nostre piante risulteranno molto attraenti per gli abitanti del bosco. La fortuna comunque gioca un ruolo fondamentale: quando le piante non sono direttamente sotto la nostra supervisione i rischi sono innumerevoli e possono celarsi dietro ad ogni angolo. Se la vegetazione circostante impedisce un buon afflusso di luce, munitevi di cordini e piegate le piante e i rami che impediscono l’apporto luminoso, evitate di tagliare perchè quello che togliete  potrebbe essere una buona copertura per le vostre piante.

Preparazione del terreno e scelta del vaso
Preparare il terreno è un altro passo fondamentale per realizzare il nostro obbiettivo. Se coltiviamo in terrazza dovremo scegliere un vaso adeguato alle nostre esigenze: è regola generale che maggiore è lo spazio destinato allo sviluppo dell’apparato radicale, maggiori saranno le dimensioni della pianta e la quantità di raccolto possibile. A mio modo di vedere, tutti i vasi superiori ai 40 litri, possono regalare grandi soddisfazioni ma più grande è il vaso più grande sarà il raccolto. In terreno aperto bisognerà scavare una grossa buca di almeno 70 cm di profondità che andrà riempita di substrato di prima qualità, composto da torbe, humus e perlite o zeolite. Esistono in commercio delle miscele preparate per fornire tutti i nutrimenti alla pianta anche nel lungo periodo, in modo da dover somministrare soltanto acqua o al massimo un po’ di guano in fioritura. Anche il terreno del nostro giardino è ottimo per coltivare la cannabis: scartati i terreni troppo argillosi che non permettono un buon sviluppo dell’apparato radicale, qualunque terreno lavorato in profondità ed arricchito con qualche ammendante 2 o 3 mesi prima della posa dei semi, si dimostrerà adeguato al nostro scopo. É consigliabile aggiungere delle micorrize al terreno, visto che gli ultimi studi in materia provano come l&