Cannabis social club e coffe shop in città: a Milano si firma per liberalizzare la marijuana

Cannabis social club e coffe shop in città: a Milano si firma per liberalizzare la marijuana

Milano è stata la prima città ad ospitare banchetti per raccogliere le firme a favore di una legge di iniziativa popolare che chiede la liberalizzazione della marijuana. Tutti i dettagli..

Milano, firme per liberalizzare la marijuana: sì a coffe shop e social club

Un modo per distruggere il mercato nero e illegale, che fattura qualcosa come sette miliardi di euro all’anno. Una strada alternativa a quella della repressione, che – per ammissione della direzione nazionale antimafia – ha fallito su tutta la linea. E, perché no, l’occasione per ascoltare gran parte degli italiani, che – come mostra un sondaggio Ipsos pubblic affairs del 2015 – è ormai pronta a compiere il grande passo.

Hanno studiato tutto nei minimi dettagli e hanno presentato una proposta altrettanto dettagliata le ragazze e i ragazzi di “Legalizziamo”, il gruppo che da mercoledì mattina ha dato il via alla raccolta firme per presentare in Parlamento la propria proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere la legalizzazione e la regolamentazione del consumo e della vendita di marijuana.

Il perché di questa idea è presto detto: “Contro il mercato nero – lo slogan di Legalizziamo – ci vuole un mercato legale”. Anche perché non sono pochi – anzi, sono quattro milioni nell’ultimo anno – gli italiani che hanno consumato cannabis almeno una volta, accrescendo – di fatto – il mercato nero dello spaccio.

La prima città italiana ad aprire le porte ai banchetti di Legalizziamo è stata Milano – poi toccherà a Roma, Parma ed altre -, con piazza San Babila che, dalle 12, ha accolto anche il candidato sindaco dei Radicali, Marco Cappato, impegnato nella raccolta firme. I promotori dell’iniziativa, “Associazione Luca Coscioni” e gli stessi Radicali, hanno accolto i firmatari al banchetto e ai gruppi più numerosi hanno regalato simpatici gadget.

Di scherzoso nelle intenzioni di tutti, però, c’è ben poco. La proposta di legge è ben strutturata – diciotto articoli, con diversi commi – e offre qualche novità anche rispetto all’opera finora svolta dal gruppo interparlamentare che si batte per la legalizzazione della cannabis.

L’articolo 3, al comma 1, prevede ad esempio che “Qualsiasi persona maggiorenne può coltivare liberamente in forma individuale, senza bisogno di autorizzazione,