Beccato con la droga? Ecco cosa ti succede in Italia quando vieni “Preso”

Beccato con la droga? Ecco cosa ti succede in Italia quando vieni “Preso”




Siamo tutti stati piccoli e innocenti, e a tutti è stato detto che il bagno dopo mangiato è vietato, che masturbarsi fa diventare ciechi e che basta una canna per finire nel tunnel della droga.

Poi siamo cresciuti, e tutti abbiamo avuto modo di verificare l’attendibilità di queste “lezioni” in maniera più o meno diretta. Che se ne faccia tuttora uso, o che se ne sia fatto in passato, che la si sia semplicemente annusata nei bagni della scuola o la si abbia costantemente in casa, la droga è una realtà di cui tutti siamo coscienti, ma su cui non tutti sono informati.

E non parliamo solo degli effetti fisici legati all’assunzione, ma delle norme che ne regolano il consumo. La legge che vige in Italia attualmente è la Jervolino-Vassalli, come varata nel 1990 e corretta dal referendum abrogativo promosso dal Partito radicale del 1993, che prevede la distinzione delle sostanze in due categorie: leggere e pesanti. La legge è tornata in vigore quando, a febbraio del 2014, la Consulta ha definito incostituzionale la legge Fini-Giovanardi che, approvata nel 2006, equiparava i due tipi di droghe.

Oggi in Italia il fronte per la legalizzazione della cannabis è in costante crescita, e anche dal punto di vista normativo ci sono stati cenni di cambiamento: il 15 luglio scorso, infatti, è arrivata alla Camera una nuova proposta di legge che prevede la legalizzazione di consumo, vendita e coltivazione.

In pochi hanno capito cosa sia successo di preciso dopo l’incostituzionalità della Fini-Giovanardi, e anche oggi che è allo studio questa proposta (la cui discussione alla Camera dovrebbe avvenire entro l’anno) la confusione è altissima.

Per capire meglio quale sia l’attuale legislazione su sostanze pesanti e leggere in Italia e a cosa si va incontro legalmente in caso di possesso, ci siamo rivolti a Carlo Alberto Zaina, avvocato e giurista esperto in materia di stupefacenti.

Foto di Kristen Luce.

La legge vigente in questo momento prevede la suddivisione delle sostanze stupefacenti e psicotrope in cinque tabelle: alla I e alla III appartengono le droghe pesanti e i barbiturici, alla II e alla IV appartengono rispettivamente la cannabis e le benzodiazepine. La V tabella comprende, invece, i medicinali. L’inserimento di una sostanza in una di queste tabelle determina le conseguenze penali del suo possesso, con la determinante—per entrambe le categorie—della finalità della sostanza stessa, che può essere di uso personale o spaccio.

Droghe leggere

Con droghe leggere si intendono i derivati naturali della cannabis: marijuana e hashish. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze mostra come in Italia—come del resto in tutta Europa—la cannabis sia la sostanza più diffusa, davanti alla cocaina. Secondo l’indagine, in Italia il 21,7 percento della popolazione ne ha fatto uso nell’arco della vita, e i consumatori sono soprattutto giovani e in costante aumento dal 2011.

Legalmente, se siete tra questi, il consumo in sé e il possesso entro la quantità minima consentita (vedi sotto) non rappresenta un reato. Se invece la quantità deten