“Mio figlio si droga”. Mamma avvisa carabinieri e fa scoprire giro di spacciatori 

“Mio figlio si droga”. Mamma avvisa carabinieri e fa scoprire giro di spacciatori 

Pontedera, 13 maggio 2017 – Facile e scontato definirla madre coraggio. Molto più semplicemente, la mamma di Pontedera che ha fatto denunciare dai carabinieri due quindicenni spacciatori della droga a suo figlio è una mamma attenta. Attenta a cosa fa il figlio, ai suoi cambiamenti fisici e di umore. Una mamma. Punto e basta.

La donna da alcune settimane notava che il figlio quindicenne non era più lui. Distratto, assente, strano. Ne ha parlato con un carabiniere al quale ha chiesto consiglio, prima di andare in caserma e mettere ulteriormente nei guai il ragazzo. E il carabiniere ha fatto il suo, anche in questo caso senza clamore, sirene e divise. Come prima cosa ha osservato – dopo aver informato superiori e colleghi – chi fossero gli amici del ragazzino. E ha notato che i più assidui erano due coetanei. Uno frequenta la stessa scuola, l’altro un altro istituto, sempre a Pontedera.
L’altra sera, durante un giro di controllo nella zona di viale Italia, Fuori del Ponte, ha visto i due seduti su una panchina di un piccolo parco. Con il collega li ha avvicinati e controllati. E qui è emersa l’amara sorpresa, la conferma di quello che la mamma dell’amico coetaneo aveva capito. I due avevano addosso 18 grammi di hashish e 5 grammi di marijuana già suddivisi in dosi pronte per lo spaccio.
Sorpresa ancor più amara quando i militari sono andati nelle case dei due quindicenni dove hanno trovato bilancine di precisione e materiale per il taglio e il confezionamento dello stupefacente. Oltre a 300 euro in contanti e banconote di piccolo taglio quasi sicuramente provento della vendita della droga. Quindicenni, studenti, di buone famiglie, ma già spacciatori esperti.
Tra l’altro l’hashish era confezionato in ovuli e non in panetti, segno evidente che per il trasporto da un luogo all’altro viene ingerito o nascosto nel retto. I due quindicenni sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni. Uno è italiano, l’altro originario dell’Est Europa. I «venditori di morte», questa volta, non erano stranieri o adulti sbandati, ma due coetanei e compagni di svago. Insospettabili, scoperti grazie alla mamma attenta.

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