In Italia si fuma più Marijuana che in Olanda

In Italia si fuma più Marijuana che in Olanda




In Italia si fumano più spinelli che nell’Olanda dei coffee shop. È quanto emerge dalla relazione annuale dell’Agenzia Europea per le Droghe , dalla quale risulta che il nostro Paese si piazza al settimo posto, con una percentuale di circa il 12%, per quel che riguarda il consumo di cannabis tra i giovani di età compresa tra 15 e i 34 anni. Nel contempo cresce anche il numero di coloro che coltivano piante di marijuana per conto proprio.

È il popolo dei consumatori fai-da-te, a volte veri e propri esperti in materia di coltivazione amatoriale, aiutati in questo compito da diversi siti internet che sponsorizzano non solo la vendita di kit di produzione domestica, ma anche le modalità di coltura più fruttuose. I sequestri di hashish e marijuana da parte delle forze dell’ordine italiane sono cresciuti del 9% , per un totale di 25.320 chili di cannabis sottratti al mercato illegale. Le regioni più interessate risultano essere la Calabria, le Marche e l’Umbria, dove sono state scoperte a volte delle vere e proprie piantagioni. Nel parco nazionale dell’Aspromonte, per esempio, l’anno scorso sono state sequestrate ben 50.000 piante di cannabis che, una volta lavorate e immesse sul mercato, avrebbero fruttato all’incirca due milioni di euro.

Oggi diventare un coltivatore di marijuana è più semplice di quanto si pensi. Su Internet sono numerosissimi i siti on-line, anche italiani, che vendono kit, forniscono consigli e spiegano i migliori modi per coltivare cannabis nella comodità della propria casa. Si apprende così che, per esempio, esiste il metodo idroponico, a detta di molti quello che offre i migliori risultati, basato sulla coltivazione di piante in piccoli vasi pieni di acqua.

Poi ci sono gli smart shop, negozi che vendono semi, lampade, manuali, vasi e tutto ciò che è necessario per diventare un esperto coltivatore di cannabis. In queste vere e proprie catene commerciali, anche multinazionali, che si autodefiniscono smart shop i prezzi dei kit di autocoltivazione variano dai 100 euro, per quelli più semplici, fino ai 400-500 euro per quelli più elaborati. L’ultima legge in materia di droghe prevede pene più severe per quanto riguarda sia il consumo che lo spaccio di sostanze stupefacenti, e l’autoproduzione può costare cara, perchè coltivare anche una sola piantina sarà considerato reato. In attesa delle tabelle del ministero della Salute, che fisseranno, per ogni tipo di droga, i quantitativi minimi di principio attivo oltre i quali la detenzione potrà essere considerata spaccio, si presume che i consumatori diminuiscano. Con la nuova disciplina varata dal Governo , infatti, per lo spaccio le sanzioni divengono penali con condanne graduali che vanno da 1 a 6 anni di reclusione per i piccoli spacciatori occasionali, e da 6 a 20 anni di reclusione per chi fa sul serio, ovvero per chi “coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, o consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope“.

Piergiorgio Zuccaro, responsabile dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità, ammonisce i giovani riguardo all’avviarsi verso l’autocoltivazione: “Voglio ricordare infatti che coltivare anche una sola piantina, con la nuova legge Fini, è considerato spaccio a tutti gli effetti” ha dichiarato Zuccaro all’AdnKronos , “non ci sarà più differenza tra una singola pianta di majiriuana e un’intera coltivazione, anche perchè le nuove tabelle che indicheranno il quantitativo minimo oltre il quale la detenzione può essere considerata spaccio, non tengono in considerazione la coltivazione, che risulterà essere punita sia che si tratti di piccole che di grandi quantità“. (Osservatoriodroga.it)




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